Abstract
Chi scrive storie è uno spudorato. Anche se narra fantascienza, finisce per metterci dentro il proprio incidente personale. lo scrivo le mie perché prima ancora di pubblicarle scrivevo per me, per mia compagnia o per raccontare qualche mia vicenda a qualcuno che ormai non viveva più. Mi sembra, ancora oggi, che l'atto di scrivere permetta di riannodarsi agli assenti. Non invento gran che, a volte cerco solo di dare a una vicenda vissuta un'intelligenza che non ebbe, un senso che non trovavo allora, oppure di dare al passato un'altra possibilità che prima avevo trascurato. A Napoli si insegna presto: ‘Fatti i fatti tuoi.’ lo in scrittura ubbidisco.2
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