Abstract
Il trauma cranico, isolato od associato ad altre lesioni traumatiche, è un'emergenza frequente in età pediatrica nonostante i tentativi di prevenzione di molte delle sue cause. Queste cambiano nelle diverse età del bambino, come pure cambiano le risposte al trauma che l'encefalo, in fase evolutiva, sviluppa. La comprensione della reale estensione del danno cerebrale e dei meccanismi attraverso i quali si realizza è fondamentale per la prognosi e la pianificazione del trattamento sia in emergenza che in riabilitazione.
Le informazioni neuroradiologiche che si vanno ad associare alle note scale di valutazione clinica (Glasgow Coma Scale) forniscono oggi una più corretta ed individualizzata prognosi del traumatizzato cranico.
Sebbene la tomografia computerizzata rimanga il principale esame neuroradiologico nell'emergenza, specie se il traumatizzato cranico è clinicamente instabile, essa non è in grado di competere con la risonanza magnetica sull'identificazione di alcuni tipi di lesioni non emorragiche e sugli aspetti prognostici. L'esame RM può essere completato con l'angio-RM che consente una diretta evidenziazione di un danno vascolare e/o con la spettroscopia protonica RM (H+sRM) metodica funzionale in grado di fornire elementi prognostici in situazioni evolutive relativamente precoci e nei comi vegetativi protratti.
La maggiore diffusione delle apparecchiature, l'esistenza di magneti con accesso più agevole e la riduzione dei tempi d'esame dovuta alle nuove sequenze introdotte, rendono la RM di più facile utilizzo anche nei traumi cranici. A questo contribuisce anche l'esistenza di apparecchiature di monitoraggio e supporto vitale al paziente, perfettamente compatibili con l'ambiente RM.
Head trauma, alone or associated with other lesions, is a common emergency in children despite measures aimed at prevention of many of its causes. Such causes vary with different age groups, as does the response of the developing brain. Evaluating the extent of impact damage and how head injury was caused are essential for the patientís prognosis and in planning appropriate treatment strategies both in the emergency room and later during rehabilitation.
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