Abstract
Lo Pseudotumor Orbitario (PO) viene definito come un processo flogistico aspecifico ed idiopatico per il quale non è possibile identificare una causa locale o riscontrare una patologia sistemica. Si può manifestare clinicamente in diversi modi a seconda delle strutture anatomiche orbitarie coinvolte e la sintomatologia è comunque del tutto aspecifica. Scopo del lavoro è identificare le diverse varianti di PO, con particolare riguardo alla diagnosi differenziale con altra patologia, specie quella neoplastica.
Sono stati valutati retrospettivamente 50 esami TC ed RM mirati sulle regioni orbitarie, in pazienti affetti da patologia non traumatica, responsabile della sintomatologia. Successivamente abbiamo stratificato gli esami a seconda della struttura anatomica prevalentemente coinvolta: 1. Loggia lacrimale (8 casi); 2. Muscolatura estrinseca oculare (14 casi); 3. Complesso nervo ottico-involucri meningei del nervo (12 casi); 4. Vena oftalmica superiore (7 casi); 5. Apice orbitario (5 casi); 6. Tessuti orbitari retrobulbari (3 casi).
Ognuna di queste diverse strutture può essere selettivamente interessata dallo PO. Per quanto concerne la diagnosi differenziale sono stati riscontrati: 1. Loggia lacrimale: PO (4), Linfoma (2), Flogosi settica (2); 2. Muscolatura estrinseca oculare: PO (6), Oftalmopatia Base-dovviana (5), Metastasi (2); 3. Complesso nervo ottico-involucff meningei del nervo: PO (4), Malattie autoimmuni (4), Meningioma (2), Linfoma (1), Glioma (1); 4. Vena of ialmica superiore: PO (1), Fistola carotido-cavernosa (3), Varice orbitaria (3); S. Apice orbitario: PO (2), Metastasi (2), Meningioma (1); 6. Tessuti orbitari retrobulbari: PO (1), Linfoma (1), cellulite settica (1).
Lo PO rappresenta una frequente causa di lesione organica orbitaria dell'adulto. La diagnosi differenziale di natura con altra patologia non sempre è facile su pura base morfologia ed anche la biopsia può fornire dati incerti, specie per quanto riguarda la differenziazione dal linfoma. Emerge quindi l'utilità di restringere al massimo il campo delle ipotesi diagnostiche, unito al criterio ex-adiuvantibus della risposta allo steroide, limitando l'accertamento istologico ai casi non rispondenti.
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