Abstract
Vari trials clinici recentemente conclusi hanno dimostrato l'efficacia della endoarterectomia carotidea nella prevenzione dello stroke, in pazienti sintomatici e non, con stenosi carotidea superiore al 70%. Il suddetto beneficio si realizza soltanto se l'incidenza percentuale di mortalità e morbilità viene mantenuta ragionevolmente bassa. Il ruolo del chirurgo è pertanto fondamentale e si estrinseca essenzialmente in due momenti: la selezione dei pazienti da sottoporre al trattamento chirurgico e l'accuratezza della tecnica chirurgica.
In questo lavoro gli Autori riportano la loro esperienza relativa a 64 TEA (tromboendoarterectomie), eseguite in 59 pazienti negli anni compresi fra il 1991 ed il 1994, in cui era stato seguito un rigido protocollo per la selezione dei pazienti che erano poi stati sottoposti ad intervento con tecnica microchirurgica, protezione barbiturica e monitoraggio intraoperatorio di EEG e PESS. L'assenza di mortalità e morbilità operatorie come pure la mortalità a distanza, limitata ad un solo paziente deceduto per stroke vertebrobasilare alcuni mesi dopo l'intervento, incoraggiano gli autori a proseguire nel cammino intrapreso; i risultati ottenuti rappresentano una ulteriore conferma del fatto che una accurata selezione preoperatoria unita ad un rigido protocollo comportamentale perioperatorio sono fondamentali per garantire il successo di una procedura il cui scopo è profilattico più che terapeutico.
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