Abstract
Tredici pazienti, affetti da glioma cerebrale maligno e sottoposti a chemioterapia intraarteriosa con Etoposide e Carboplatino, sono stati valutati prima e dopo i cicli di terapia mediante test oculistici oggettivi e soggettivi, al fine di evidenziare eventuali effetti tossici specifici provocati dai farmaci impiegati. Non si sono osservati effetti negativi sulla funzionalità oculare né sulle vie ottiche centrali. È dunque possibile somministrare i farmaci chemioterapici nel tratto sotto-oftalmico delle arterie carotidi, ottenendo una perfusione di vaste aree di tessuto cerebrale, ed aumentando così la possibilità di raggiungere con la terapia cellule tumorali infiltranti a distanza dal focolaio neoplastico.
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