Abstract
La chirurgia dell'ernia del disco lombare — affrontata con tecnica operatoria corretta — è coronata da risultati fra i più gratificanti. Il sollievo dal dolore è immediato e completo; i deficit neurologici si risolvono rapidamente e il paziente può riprendere le sue normali attività con minime restrizioni. Nei pazienti che soffrono di lombalgia e sciatica secondarie ad altra patologia o anche a situazioni legate a patologia discale non pura, gli esiti non sono purtroppo altrettanto favorevoli.
Partendo dal dato che per questa chirurgia, come e forse più che per tante altre, l'insuccesso chirurgico più che curato debba essere prevenuto, diventa quasi ovvio concludere richiamando al rispetto di quelle poche semplici regole che l'esperienza indica in maniera tanto evidente come fondamentali per ottenere dei buoni risultati.
Il giudizio definitivo sull'indicazione chirurgica si basa sulla valutazione dell'evoluzione delle manifestazioni cliniche. La persistenza della sintomatologia al di là di singoli episodi acuti anche regressivi, la resistenza di un episodio acuto al trattamento conservativo o la presenza di recrudescenze periodiche sono gli elementi che spingono verso la decisione chirurgica che, nell'ambito di criteri rigorosi si rivela inevitabile in meno del 40% dei casi.
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