Abstract
Da alcuni anni la risonanza magnetica è entrata nella routine diagnostica della patologia del sistema nervosa centrale del neonato. Per quanta riguarda la patologia anossico-emorragica la sua utilità diagnostica si va progressivamente definendo nei confronti della ecografia che rimane la tecnica diagnostica di riferimento.
Nelle emorragie della matrice germinale del prematuro l'obiettivo dello studio RM è quello di effettuare un bilancio anatomico delle lesioni in fase subacuta o cronica, in particolare nei casi di lesioni intraparenchimali associate all'emorragia già dimostrate ecograficamente; o di chiarire l'eziologia in quei casi di idrocefalo neonatale da sospetta emorragia della matrice fetale.
Nelle leucomalacie periventricolari la RM è di fondamentale importanza nella valutazione della presenza e dell'estensione delle lesioni della sostanza bianca periventricolare spesso non evidenziabili allo studio ecografico e quindi nella valutazione prognostica.
Infine nella anossie del nato a termine la RM ha consentito un primo razionale inquadramento delle diverse lesioni sulla base del danno funzionale primariamente per la possibilità di evidenziare le lesioni che coinvolgono selettivamente le aree gia mielinizzate.
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