Abstract
Le infezioni della colonna vertebrale rappresentano circa il 2% di tutti i casi di osteomielite. In tale patologia una diagnosi precoce è fondamentale per evitare la comparsa di deficit neurologici permanenti, ma essa è resa difficile dal lungo periodo di latenza (2–8 settimane) che intercorre tra l'esordio della sintomatologia clinica e la comparsa delle prime alterazioni del quadro radiologico nonché dalla sintomatologia clinica scarsa ed aspecifica.
Scopo di questo studio e valutare l'accuratezza della risonanza magnetica nel dimostrare le alterazioni del disco e dei corpi vertebrali, ed il coinvolgimento del canale vertebrale e dei tessuti molli paravertebrali. Abbiamo a tal fine riesaminato 65 pazienti affetti da spondilodiscite studiati con RM.
La RM ha permesso la differenziazione dei processi infiammatori in fase acuta da quelli cronicizzati, consentendo in alcuni casi di ipotizzare l'agente eziologico; essa inoltre ha sempre permesso la definizione dell'interessamento endocanalare e paravertebral.
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