Abstract
La risonanza magnetica trova un campo di applicazione sempre maggiore a livello del sistema nervoso centrale e con l'affinarsi delle tecniche di aquisizione dell'immagine si dimostra sempre più precisa nello studio di trutture di piccole dimensioni quali sono i nervi cranici.
Gli autori hanno preso in esame 20 casi per ciascun paio di nervi e per ciascun paio le sezioni in assiale, sagittale e coronale, al fine di ottenere un approfondimento delle conoscenze anatomiche in risonanza magnetica e soprattutto al fine di dare una quantificazione della visibilità di ogni nervo e di definire il piano di scansione più adeguato per la sua visualizzazione.
Dai risultati emerge che la percentuale di visibilità è assoluta per i nervi di dimensioni più cospicue, quali sono i nervi ottico, trigemino, facciale ed acustico. La visibilità scende parzialmente per gli altri nervi, soprattutto per quanto riguarda il nervo ipoglosso.
Il piano assiale risulta ottimale per lo studio del secondo, sesto, settimo, ottavo, nono, decimo, undicesimo e dodicesimo nervo cranico.
Il nervo oculomotore risulta meglio valutabile sul piano sagittale mentre il piano coronale appare il più sensibile per una valutazione dei nervi trocleare e trigemino, nonostante quest'ultimo sia ottimamente rappresentato anche sul piano assiale.
Secondo gli autori, una precisa conoscenza sulle possibilità ed al tempo stesso sui limiti della risonanza magnetica nella visualizzazione dei singoli nervi cranici consente di rendere più mirati gli esami a seconda delle situazioni cliniche che coinvolgono i nervi stessi; ciò può avere notevoli implicazioni dal punto di vista diagnostico e del bilancio anatomico.
Keywords
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