Abstract
In un periodo di 6 anni (1982–1988) 610 pazienti con ernia discale lombare sono stati operati con tecnica di microdiscectomia. L'81% dei pazienti aveva età compresa tra i 30 ed i 60 anni con un picco massimo di incidenza nella quinta decade di vita. Nel 94% dei casi è stato operato un solo disco monolateralmente, nell'1,6% un disco solo bilateralmente, nel 4,6% 2 dischi contigui omolateralmente, nello 0,3% dei casi ernie recidive. Net 96% circa dei casi i dischi coinvolti erano il IV ed il V disco lombare, mentre solo nel 4% circa dei casi si trattava del III o del II disco lombare. In nessun caso sono esitati deficit neurologici aggiuntivi all'intervento e le complicanze sono state estremamente limitate (infezione di ferita nel 0,3%; discite nel 0,4%, fissurazioni durali nel 1,6%). Al follow-up clinico a distanza (durata media superiore ai 2 anni) in 572 casi il risultato clinico è stato considerato buono o ottimo (94%), in 28 casi è stato considerato discreto (4,5%), in 10 casi è stato considerato insoddisfacente (1,5%). In nessun caso i dolori residui avevano comunque carattere invalidante Undici pazienti (1,8%) sono stati rioperati per recidiva all'ernia. Vengono sottolineati i vantaggi della tecnica di microdiscectomia, che può consentire, estendento l'incisione cutanea a circa 4 cm, anche l'esposizione di due radici contigue come net caso di ernie intraforaminali. Grazie a questa tecnica è inoltre possibile il massimo rispetto delle radici spinali e del tessuto epidurale (in particolare di quello adiposo) così da poter ridurre l'incidenza della cosidetta failed disk syndrome, responsabile della gran parte degli insuccessi.
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