Abstract
La scelta del trattamento chirurgico delle MAV cerebrali rappresenta oggi uno degli argomenti più dibattuti ed attuali in ambito neurochirurgico, in considerazione dell'avvento di tecniche alternative o complementari che possono dare un contributo essenziale e spesso risolutivo al trattamento di queste lesioni. Sulla base dell'esperienza di 47 casi operati consecutivamente presso l'Ospedale Bellaria negli ultimi anni, si è cercato di vedere quali fossero i criteri che hanno ispirato la scelta chirurgica e di valutare i risultati della stessa per una revisione critica di queste scelte. Da un'analisi completa dei casi le conclusioni possono essere che, se si escludono le situazioni in cui è necessario intervenire in emergenza, in tutti gli altri casi, il criterio della scelta chirurgica adottato si è rivelato nel complesso utile per avere un risultato definitivo buono (asportazione completa della MAV), con rischi contenuti. In particolare si è potuto desumere che l'indicazione chirurgica può essere ancora oggi la scelta preferibile nelle malformazioni di grado I-II-III (secondo Spetzler e Martin), se si escludono casi particolari in sedi cerebrali critiche. Nelle malformazioni di grado IV invece la chirurgia deve essere riservata a situazioni molto particolari, in cui la MAV risulta non trattabile in via alternativa e vi sia stato un evento emorragico di presentazione. In queste circostanze, l'embolizzazione pre-operatoria può essere un contributo molto importante per la soluzione chirurgica.
Keywords
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