Abstract
Scopo del lavoro è stato quello di confrontare l'angiografia digitale arteriosa (ADA) con l'angiografia a risonanza magnetica (ARM) nei controlli nel tempo di pazienti con aneurismi intracranici sottoposti ad embolizzazione con Guglielmi Detachable Coils (GDC).
Sono stati effettuati 49 studi comparativi (6 entro 48 ore dal trattamento, 12 a tre mesi, 12 a sei mesi, 14 a un anno e 5 a due anni dall'embolizzazione) in 28 pazienti con aneurismi cerebrali embolizzati con GDC, utilizzando 3D Time-of-Flight (TOF) angio-RM e angiografia digitale arteriosa. Nei casi di embolizzazione parziale abbiamo valutato la presenza e la morfologia dell'eventuale residuo. In tutti i casi è stata valutata la pervietà dei vasi vicini l'aneurisma embolizzato.
Nei casi di occlusione completa (36/49, 73,4%) è stata riscontrata una buona correlazione fra le immagini ottenute con angio-RM e quelle angiografia digitale arteriosa. In caso di occlusione parziale (13/49, 26,5%) solo in 7 casi la ARM è stata in grado di visualizzare flusso all'interno dell'aneurisma. In 24 casi su 49 (48,9%) non è stata ottenuta con ARM una adeguata visualizzazione dei vasi vicini alla lesione, sia per le piccole dimensioni di tali vasi che per perdita di segnale da flusso turbolento dovuto probabilmente alla presenza delle spirali.
In conclusione l'angio-RM non può sostituire la angiografia digitale arteriosa nei controlli nel tempo di aneurismi embolizzati con GDC. Infatti la scarsa risoluzione della tecnica non sempre consente di visualizzare adeguatamente un eventuale residuo pervio. La ARM va limitata in casi in cui esistano importanti controindicazioni alla esecuzione di ADA e se esiste una buona correlazione con le immagini angiografiche.
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