Abstract
In questi ultimi anni gli effetti biologici indotti dai tre campi energetici dell'imaging a RM sono passati in seconda linea rispetto agli effetti esercitati sui materali ferromagnetici e sui dispositivi elettronici sensibili presenti nel corpo del soggetto esaminato. Tuttavia, l'aumento dei valori di campo previsto in un prossimo futuro rinnova l'interesse sull'interazione magnetobiologica vera e propria.
Come base di partenza per comprendere meglio gli effetti biologici correlati con gli esami a RM, l'autore prende in esame le componenti elettriche, magnetiche ed elettromagnetiche dell'uomo elettromagnetico. Nella review di aggiornamento, vengono considerati gli effetti sul sistema nervoso centrale e periferico, sull'apparato cardiocircolatorio, sullo sviluppo embrionale, gli effetti da esposizione cronica e professionale ad alti campi, gli effetti su cellule in coltura e su sistemi enzimatici.
Un particolare sviluppo è riservato al significato biologico degli impulsi di gradiente temporale (dB/dt) e degli impulsi a radiofrequenza e viene anche proposta una ipotesi dell'autore relativa alla genesi di infrasuoni e ultrasuoni nei tessuti del paziente per effetto dei gradienti e, rispettivamente, degli impulsi a radiofrequenza.
I fatti esaminati portano a concludere che l'odierna, apparente innocuità dell'imaging a RM potrebbe non essere più tale con l'aumento del campo magnetico statico oltre i 2–4 T e con l'aumento conseguente dell'onda a RF, del SAR e dei gradienti.
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