Abstract
La lesione neuropatologica più frequente nei pazienti affetti da epilessia temporale è la sclerosi dell'ippocampo e tale patologia è presente nel 50–70% dei pazienti con epilessia farmacoresistente. La diagnosi di sclerosi ippocampale viene eseguita mediante indagine RM, ma nonostante vengano usate sequenze idonee per lo studio della regione temporale, circa il 40% delle indagini RM risultano negative per tale patologia. Allo scopo di aumentare la sensibilità della RM è stata introdotta la tecnica della “R M quantitativa” utilizzando le tecniche della relassometria e della volumetria computerizzata.
Sono stati esaminati 14 soggetti sani e 32 pazienti affetti da epilessia temporale nei quali sono stati presi in considerazione il tipo di crisi, l'età di insorgenza dell'epilessia, la sua durata, la storia di convulsioni febbrili, la frequenza delle crisi, la farmacoresistenza, la generalizzazione secondaria e i quadri eegrafici. L'esame RM è stato eseguito con apparecchiatura ad alto campo (1,5 T) e oltre alla valutazione mirata allo studio della regione temporale sono state eseguite sequenze per la relassometria e per la volumetria del l'ippocampo. Per lo studio relassometrico sono state eseguite sequenze T2 pesate monoslice multieco e mappa del tempo di rilassamento T2 dell'ippocampo misurato in millisecondi. Le immagini per lo studio volumetrico dell'ippocampo sono state ottenute da sequenze coronali T1 3D FFE dello spessore di 3 mm. La superficie dell'ippocampo è stata delineata manualmente ed il volume totale è stato calcolato moltiplicando le superfici ottenute per il numero e lo spessore delle sezioni in cui era presente l'ippocampo.
I risultati ottenuti sono stati sottoposti a valutazione statistica. Nei pazienti affetti da epilessia temporale entrambi gli ippocampi sono ridotti in volume rispetto ai controlli; l'analisi dei valori di T1 non presenta significatività statistica; il parametro che risulta più sensibile è lo studio dei volumi; l'analisi relassometrica delle mappe T2 ha un elevato indice di sensibilità statistica soprattutto se correlata al focolaio EEG. Poiché la RM quantitativa richiede un impegno di risorse tecniche ed umane notevoli ed allunga in modo significativo i tempi di esecuzione dell'indagine RM si ritiene che questa metodica non vada applicata a tutti i pazienti con sospetto di sclerosi ippocampale, ma vada riservata ai casi in cui la RM qualitativa sia negativa, ai casi di sospetto interessamento bilaterale delle strutture ippocampali e nella valutazione dei soggetti candidati alla chirurgia dell'epilessia.
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